Differenza tra presenza e assenza mentale nello sport da combattimento

Uno degli errori più terrificanti che può commettere un atleta, è pensare di concentrarsi al match di continuo pensando di vincere.

Molti dicono di farlo tempo prima per rimanere focalizzati, senza sapere che se non si rispettano delle regole ben precise questo è un errore letale.

Si rischia di entrare in una realtà virtuale temporale, cancellando così il presente.

Per realtà virtuale intendo dire che sei mentalmente in un altro pianeta.

In questo video ti parlo di come investire il tempo presente, e come questo viene spesso sacrificato per le seghe mentali.

Da quel momento il presente viene cancellato, e la mente viene  annebbiata cosi tanto  da rendere difficile anche le cose più semplici.

Per essere dei vincenti bisogna fare attenzione con chi stiamo combattendo.

A volte diventiamo nemici del tempo, dei nostri pensieri, dimenticandoci del nostro presente.

Impara a rimanere connesso nel tuo
presente se vuoi essere un vincente

Hai presente quando aspetti con ansia un match, ti chiama il tuo maestro per dirti quella frase famosa: ” Fra due settimane combatti“?

Sai molto bene che tutto cambia forma.

Inizi a fare un sacco di domande tipo:
“Ma è forte, è veloce, chi è, quanti match ha, quante vittorie, è scarso, è bello, ha la fidanzata, porta gli occhiali e così via”.

Ti suona familiare?

Hai notato che in un secondo possono cambiare radicalmente le funzioni del tuo corpo, passando da tranquillo e fluido, a pensieroso e contratto?

Ripeto, un solo secondo per cambiare radicalmente il tuo stato emotivo e fisico, ma perché?

Ormai anche il più ignorante sa che la mente ha una funzione determinante nella performance.

Non tutti conoscono che dagli ultimi studi è stato riscontrato che la percentuale tra mente e tecnica è di 90/10, e non più come dichiara il principio di Pareto 80/20.

Per far capire al meglio alcuni motivi che un atleta limita le proprie performance ti parlo dei Rancori, Rimorsi e Rimpianti.

Che cavolo centra adesso ti starai chiedendo…

Quando avviene questo, trovo doveroso fare un piccolo viaggio al proprio interno per capirne le conseguenze che questa mancanza porta a livello emotivo, e quindi di impedimento.

Allora, quando inizio a collaborare con i team o atleti, specialmente quando ci sono eventi molto importanti, quali titoli in palio, sento sempre la solita storia.

Pensare e preoccuparsi al match di 
continuo è da perdenti perché mette ansia

Molto spesso un atleta quando inizia la preparazione per un match importante gli viene consigliato di concentrarsi al match, restare connesso, focalizzarsi solo su esso per dare il massimo e restare concentrato.

Questo serve solo a consumare energie fisiche e mentali!

Arriva il giorno prima, è ora di fare il peso e la tensione è alta…maaa….

Appena vedi il tuo avversario BANGG, senti all’improvviso una fitta al plesso solare, ma cerchi di nasconderla e fai finta di nulla perché vuoi farti vedere forte e impassibile.

Il peso è ok, faccia a faccia con l’avversario, foto, e via subito a bere per integrare i liquidi.

Fai qualche sorriso forzato, ma dentro di te non sei proprio così tranquillo come ti mostri.

Passa la sera, vai a letto presto per dormire, ma ti accorgi che non sei calmo come vorresti perché il tuo unico pensiero è il match.

Sei super concentrato, e hai una parte di te che non vede l’ora di salire sul ring, e una parte che inizia a dubitare di te stesso, creando qualche dubbio dentro la tua mente.

E’ come se avessi il tuo angioletto da una parte che vuole calmarti, e dall’altra il diavoletto che vuole farti confusione e metterti agitazione.

Passa la notte, ma la mente è sempre attiva.

Passa il giorno e arriva il momento della partenza per il palazzetto finalmente, non vedi l’ora, ma dentro di te ci sono mille pensieri che ti assillano.

Via, si parte!

Sei dentro ormai in spogliatoio, ci siamo quasi, tu sei super concentrato, e non vedi l’ora che venga chiamato il tuo nome per entrare nell’arena.

Ti cambi, metti le bende alle mani, inizi a scaldare le spalle, il busto, le gambe; sei caldo, e ti metti i guantoni per tirare qualche colpo;

Bang..uno/due!  Molto buono…(uno/due), siiii, ottimo!

Da li, qualche combinazione forte che ti fa sentire più forte e preparato, ti fa sentire pronto e sicuro!

Ok, sei caldo, inizi a camminare nello spogliatoio in attesa di sentire il tuo nome.

Tiri qualche colpo a vuoto e fai di tutto per rimanere concentrato, ma ogni tanto arrivano dei pensieri veloci.

Sono come delle saette che entrano con forza dentro la tua mente senza riuscire a controllarle, e da li inizi a sentire la stanchezza.

La gambe iniziano a diventare pesanti, il fiato corto, le farfalle nella pancia.

Quando tiri i colpi ti accorgi che inizi a fare più fatica del dovuto, ma fai finta di nulla, ma inizi a pensare:

” E se rimango senza fiato?
Ma noo..sono pronto..Lo spacco, tocca a me…ma se sbaglio?”

Sei li che aspetti, e a un certo punto entra un uomo dentro lo spogliatoio e chiama il tuo nome
E’ il tuo turno, tocca a te!”

BANGGG….
fitta al plesso solare

Senti calore su tutta la pancia fino al viso, ma cerchi di nasconderlo perché ti vergogni.

Hai paura di fare la figura del debole, e quindi tamponi tutto come una pentola a pressione.

Entri nel palazzetto, cammini verso il ring, e mille pensieri ti assalgono nella mente, il cuore batte forte anche se stai camminando, e il fiato diventa corto.

Arrivi davanti al ring, e fai un sospiro di sollievo buttando fuori l’aria per scaricare la tensione, ma ti accorgi che non serve a molto.

Suona il gong e inizi a combattere, ma ti accorgi che le cose non vanno come vorresti.

La mente ha mille pensieri
che non riesci a fermare

Il maestro ti chiama le combinazioni, ma tu fai altro perché è come se non sentissi nulla.

I colpi non partono, diventi lento, i riflessi scarseggiano e prendi colpi che di solito non prenderesti mai.

Da quel momento i pensieri diventano più potenti dei colpi del tuo avversario.

Ti dimentichi il presente e ti focalizzi nel futuro e su tutte le possibili opzioni di fallimento.

Il corpo fa tutto quello che non dovrebbe fare, e riesci a dare al massimo il 50% delle tue capacità.

Questo ti aumenta il disagio interiore perché ti rendi conto che stai buttando via mesi di allenamento.

Questa frase ti suona in testa così forte che ti toglie il fiato e ti taglia le gambe le quali diventano rigide, e sai perché?

Te lo dico io, perché hai paura,
solo che non te lo ha mai detto nessuno!

La paura ti fa emanare ormoni “negativi” quali cortisolo, ossitocina ecc, che alterano il tuo sistema respiratorio in modo limitante.

Cosi oltre ad avere la mente annebbiata, le gambe e le braccia rigide, fai fatica a respirare e quindi le riprese diventano infinite.

Un minuto sembra un’eternità, e il fiato manca sempre più, i rifessi sempre più lenti.

Adesso fermati e valutiamo insieme!
Quanto ti costa essere assente?

Arrivati qui, penso che anche tu abbia provato di persona almeno una volta questa esperienza.

Capire il problema ed evitare di ripeterlo ti può far risparmiare energie fisiche e mentali nella preparazione per esprimerti al meglio sul ring.

Quando sali sul ring per combattere, devi essere li, con la mente sgombra da ogni pensiero.

Devi essere fluido, e combattere solo per divertirti.

Evita di pensare se vinci, non vinci, se perdi, non perdi; devi solo combattere per il gusto di farlo.

Cosi facendo ti godi il momenti, ed elimini le seghe mentali, attivando dentro di te le regole della mentalità vincente.

Se vuoi impararle anche tu per rendere al massimo nello sport e nella vita, clicca il link qui sotto.

ps: Se ti piace questo post, clicca il tasto mi piace qui sotto per condividerlo con i tuoi amici. 🙂

Emanuele Zanella – Mental Coach – Analogista

Lascia un commento

Website Protected by Spam Master