Emanuele Zanella, esperto di coaching. Posso aiutarti a sciogliere i blocci emotivi che ti impediscono di vivere appieno la tua giornata.

I Pericoli dell’Assenza Mentale nello Sport presenza-assenza-mentale Full view

I Pericoli dell’Assenza Mentale nello Sport

Uno degli errori più terrificanti che può commettere un atleta, è pensare di concentrarsi al match di continuo tempo prima senza sapere che se non si rispettano delle regole ben precise, è solo una perdita di tempo oltre che pericoloso perché si rischia di entrare in una realtà virtuale temporale, cancellando cosi il presente.

Da quel momento il presente viene cancellato, e la mente viene  annebbiata cosi tanto  da rendere difficile anche le cose più semplici, perché?

Hai presente quando aspetti con ansia un match, e nel momento che ti chiama il tuo maestro e ti dice quella frase famosa: ” Fra due settimane combatti“, tutto cambia forma, e inizi  a fare un sacco di domande tipo: “ma è forte, è veloce, chi è, quanti match ha, quante vittorie, è scarso, è bello, ha la fidanzata, porta gli occhiali e cosi via”. Ti suona familiare? Hai  notato che in un secondo può cambiare radicalmente le funzioni del tuo corpo, passando da tranquillo e fluido, a pensieroso e contratto? Ripeto, un solo secondo per cambiare radicalmente il tuo stato emotivo e fisico, ma perché?

Ormai anche il più ignorante sa che la mente ha una funzione determinante nella performance, ma non tutti conoscono che dagli ultimi studi è stato riscontrato che la percentuale tra mente e tecnica è di 90/10, e non più come dichiara il principio di Pareto 80/20.

Ora che abbiamo capito questa percentuale,direi che è giunto il momento di entrare nel cuore di questo articolo, e far capire al meglio alcuni motivi che un atleta limita le proprie performance fino a buttare mesi di allenamento in un attimo e ritrovarsi a fare i conti con le proprie emozioni logoranti, quali Rancori, Rimorsi e Rimpianti.

Quando avviene questo, trovo doveroso fare un piccolo viaggio al proprio interno per capirne le conseguenze che questo mancanza porta a livello emotivo, e di impedimento.

Allora, quando inizio a collaborare con i team o atleti, specialmente quando ci sono eventi molto importanti, quali titoli in palio, sento sempre la solita storia, ma voglio esporla raccontandoti una piccola storia reale.

PREPARAZIONE AL MATCH

Molto spesso un atleta quando inizia la preparazione per un match importante gli viene consigliato di concentrarsi al match, restare connesso, focalizzarsi solo su esso per dare il massimo e restare concentrato. Questo esegue questa pratica suicida per i consigli ricevuti, e anche perché crede sia la cosa migliore da fare, crede sia la cosa giusta.
Insomma, si allena duramente, immagina di vincere, cerca pensieri positivi ecc, seguendo le classiche teorie antiche e ridicole dei coach da supermercato che spesso vengono proposte, e la cosa più folle è che alcuni ci credono pure, ma andiamo avanti.

Tutta la preparazione continua lineare senza intoppi fino al momento del match, anche se a dirla tutta molto spesso questa è una vera tortura a livello fisico e mentale perché carica di stress l’atleta senza avere la minima idea di come gestirla, ma andiamo avanti.

La concentrazione è altissima, nessuna distrazione, solo focus al match e basta. Arriva il giorno prima, è ora di fare il peso e la tensione è alta…maaa….

Appena vedi il tuo avversario BANGG, senti all’improvviso una fitta al plesso solare, ma cerchi di nasconderla e fai finta di nulla perché vuoi farti vedere forte e impassibile. Il peso è ok, faccia a faccia con l’avversario, foto, e via subito a bere per integrare i liquidi. Fai qualche sorriso forzato, ma dentro di te non sei proprio cosi tranquillo, ma sai bene che se lo dici a qualcuno, maestro compreso ti verrà detto di stare calmo, e che non serve a nulla agitarsi, perciò ti tieni tutto dentro e diventi come una pentola a pressione.

Passa la sera, vai a letto presto per dormire, ma ti accorgi che non sei cosi calmo come vorresti perché pensi al match. Sei super concentrato, e hai una parte di te che non vede l’ora di salire sul ring, e una parte che inizia a dubitare di te stesso, creando qualche dubbio dentro la tua mente. E’ come se avessi il tuo angioletto da una parte che vuole calmarti, e dall’altra il diavoletto che vuole farti confusione e metterti agitazione, fino ad arrivare al punto da non capire più chi ha la voce più forte dei due.

Passa la notte, ma la mente è sempre li, al match di domani che immagina azioni belle, e a volte brutte, e tutto a velocità impressionante senza riuscire a fermare i pensieri. Vanno cosi veloci che è impossibile fermarli, ne controllarli.

Passa il giorno e arriva il momento della partenza per il palazzetto finalmente, non vedi l’ora, ma dentro di te ci sono mille pensieri che ti assillano. Via, si parte; Sei dentro ormai in spogliatoio, ci siamo quasi, e tu sei super concentrato, e non vedi l’ora che venga chiamato il tuo nome per entrare nell’arena.

Ti cambi, metti le bende alle mani, inizi a scaldare le spalle, il busto, le gambe; sei caldo, e ti metti i guantoni per tirare qualche colpo;  Bang..uno/due!  Molto buono…(uno/due), siiii, ottimo!

Da li, qualche combinazione forte che ti fa sentire più forte e preparato, ti fa sentire pronto e sicuro!
Ok, sei caldo, inizi a camminare nello spogliatoio in attesa di sentire il tuo nome; tiri qualche colpo a vuoto e fai di tutto per rimanere concentrato, e sembra funzioni pure, ma dentro di te inizia a farsi vivo il diavoletto a fare lo stronzo, e parte una raffica di pensieri. Da concentrato, diventi molto concentrato, fino al punto di far partire il vortice dei pensieri a velocità della luce. Sono cosi veloci che appena li identifichi, spariscono, cambiano e poi ritornano ancora fino a sparire ancora. Sono come delle saette che entrano con forza dentro la tua mente senza riuscire a controllarle, e da li inizi a sentire la stanchezza.

La gambe iniziano a diventare pesanti, il fiato corto, le farfalle nella pancia, e quando tiri i colpi ti accorgi che inizi a fare più fatica del dovuto, ma fai finta di nulla, ma inizi a pensare:

” E se rimango senza fiato? Ma noo..sono pronto..Lo spacco, tocca a me…ma se sbaglio?”

Sei li che aspetti, e a un certo punto entra un uomo dentro lo spogliatoio e chiama il tuo nome “E’ il tuo turno, tocca a te!”

BANGGG….fitta al plesso solare che ti blocca, fino a sentire calore su tutta la pancia fino al viso, ma cerchi di nasconderlo perché ti vergogni, hai paura di fare la figura del debole, e quindi tamponi tutto come una pentola a pressione.

Entri nel palazzetto, cammini verso il ring, e mille pensieri ti assalgono nella mente, il cuore batte forte anche se stai camminando, e il fiato diventa corto. Arrivi davanti al ring, e fai un sospiro di sollievo buttando fuori l’aria per scaricare la tensione, ma ti accorgi che non serve a molto.

Suona il gong e inizi a combattere, ma ti accorgi che le cose non vanno come vorresti. La mente ha mille pensieri..

SEI PRESENTE CON IL CORPO,
MA ASSENTE CON LA MENTE!

Il maestro ti chiama le combinazioni, ma tu fai altro perché è come se non sentissi nulla, i colpi non partono, diventi lento, i riflessi scarseggiano e prendi colpi che di solito non prenderesti mai.
Da quel momento i pensieri diventano più potenti dei colpi del tuo avversario perché ti proiettano nella tua linea temporale virtuale futura, cioè dimentichi il presente e ti focalizzi nel futuro e su tutte le possibili opzioni di fallimento, a brutte figure, ai giudizi degli altri che sono venuti a vederti, a cosa penseranno se li deludi, e ti accorgi che più ci pensi, e peggio  va il match.

Il corpo fa tutto quello che non dovrebbe fare, e riesci a dare al massimo il 50% delle tue capacità, e questo ti aumenta il disagio interiore perché ti rendi conto che stai buttando via mesi di allenamento.
Questa frase ti suona in testa cosi forte che ti toglie il fiato e ti taglia le gambe; diventano rigide, e sai perché?

Te lo dico io, perché hai paura, solo che non te lo ha mai detto nessuno!

Dentro di te sai che è cosi, ma ti vergogni dirlo liberamente perché pensi che la paura sia da perdenti, da deboli, da femminucce, senza sapere che cosi facendo stai alimentando questa emozione in modo esponenziale e che più vai avanti, e più aumenta e diventa forte.

HAI PAURA, MA NON LO SAI!

La paura ti fa emanare ormoni “negativi” quali cortisolo, ossitocina ecc che alterano il tuo sistema respiratorio in modo limitante, cosi oltre ad avere la mente annebbiata, le gambe e le braccia rigide, fai fatica a respirare e quindi le riprese diventano infinite. Un minuto sembra una eternità,e il fiato manca sempre più, i rifessi sempre più lenti.

Mesi di allenamento buttati nel cesso!

Ora ti chiedo, ne vale la pena? Trovi sia intelligente allenarsi duramente e salire sul ring sperando che le cose vadano bene, al posto di avere la certezza di combattere al meglio?

Se vuoi imparare ad essere più concentrato, ti possono interessare questi due video tutorial.

 

ps: Se ti piace questo post, clicca il tasto mi piace qui sotto per condividerlo con i tuoi amici. 🙂

Emanuele Zanella – Mental Coach – Analogista

Leave a comment