I nemici peggiori del fighter: I condizionamenti

Ogni fighter prima di salire sul ring si prepara la meglio tecnicamente e fisicamente, sopportando enormi carichi di stress fisico e mentale, potenziato anche dalla dieta per fare il peso.

Entriamo nel vivo.

Molto spesso nella carriera di un atleta, dopo anni di vittorie in continua ascesa, arriva il momento di blocco, dove accade di trovare un avversario molto più forte, o anche meno forte e perdere.

Dopo quella sconfitta succede qualcosa di strano e di inconcepibile, ma reale.

Questo causa una serie di sconfitte che di volta in volta demolisce la sicurezza del fighter.

Dopo la sconfitta, lo sappiamo c’è la sconforto, la rabbia, la frustrazione, il rimorso, i sensi di colpa.

Perché quando si innesca quel tipo di processo limitante e bloccante, si forma quel imperativo potente dentro la testa (devo vincere).

Attenzione alla mentalità perdente

Uno dei problemi più importanti che pochi conoscono, è che combattono prima di tutto il combattimento nasce nalla propria testa.

Che vuol dire?

Significa che il nemico peggiore è quello che sta dentro di noi, e dopo quello che sta davanti a noi.

La mentalità perdente agisce per orgoglio, si incaponisce e tenta il tutto e per tutto per  vincere il nemico.

Non importa che sia giusto o sbagliato…importante è vincere costi quel che costi.

Purtroppo quando avviene questo, si crea senza saperlo un bel condizionamento.

Il combattimento passa da uno sport, quindi una cosa bella, a una vera battaglia per la vita.

Non diventa più un divertimento,
ma una guerra interiore.

Quando diventi vittima dei condizionamenti, tutto diventa più difficile, compreso il respiro.

Quando si parla di respirazione, non significa buttare fuori aria a caso, ma calibrare correttamente ogni singolo movimento per rendere al meglio della proprie capacità.

Creare una connessione tra mente e corpo per combattere al meglio fisicamente e mentalmente.

Se respiri male, vuol dire che combatti male e vivi male.

Da quando siamo nati siamo stati educati a non conoscere non solo il potere del nostro inconscio, ma nemmeno quello del nostro corpo che madre natura ci ha donato;

Prendiamo solo riferimento i polmoni. 

Un fighter quando è in palestra ha fiato da vendere, e quando sale sul ring si sente mancare il respiro.

Si scatena la paura di:

  1. non arrivare alla fine,
  2. di non farcela,
  3. non avere abbastanza fiato 

Quando hai paura tendi a dare colpe a qualcuno o qualcosa, cerchi un colpevole del tuo fallimento.

Qui iniziano i guai.

 ( e se avessi fatto cosi.. e se…. e se…),..tutti discorsi per logorarti e distruggerti mentalmente.

Smetti di divertirti, e da qul momento sei perdente ancora prima di iniziare.

Se parti perdente, ti stai condizionando.

Quando combatti devi essere libero sia mentalmente che fisicamente.

Devi dare molto di più di quando sei in palestra, ma per farlo devi divertirti senza pensare ai fallimenti, o a quanto ti costa perdere.

In palestra leone,
e sul ring un coglione

Quante volte sei salito sul ring super allenato e poi ritrovato bloccato, frenato con fiato scarso, i colpi non partivano, e quelli che tiravi erano gestiti male quindi lenti e prevedibili perché caricati troppo?

Insomma, allenarsi bene fa bene, allenarsi tanto e male fa male!

Ma allora cosa conta? I risultati, punto!

Esistono diverse tecniche specifiche per i fighter da usare in diversi modi per aumentare la forza mentale, la sicurezza e la giusta energia.

Ci sono dei tempi e specifici da seguire con le giuste metodologie per allenare la mente e liberarla dai condizionamenti.

 Ogni cosa, ogni formula, ogni tecnica deve essere fatta con la massima cura per averne il massimo risultato.

Devi entrare nel famoso stato (no-mente), lasciandoti guidare dal tuo intuito e non dalla mente razionale che fa da freno.

C’è una cosa molto importante
da capire sui condizionamenti però.

Devi sapere che il corpo è formato da acqua per circa l’80% , e siccome che il pensiero forma emozioni, e le emozioni formano energia che provoca vibrazioni,.

Se questa energia è positiva, le vibrazioni sono positive,  il tuo corpo sarà in perfetto equilibrio con la mente e combatti al meglio delle tue abilità.

Ma ricordati che a volte può bastare una semplice parola del maestro per smontare completamente un fighter durante il match.

Questo succede perché in quel momento è emotivamente aperto, e quindi più suscettibile.

Ormai sono 15 anni che faccio mestiere. Ho lavorato con atleti nelle condizioni più assurde.

Ho visto i condizionamenti più assurdi che bloccavano atleti incredibili quando salivano sul ring.

Una volta sbloccato quei blocchi, hanno ripreso a combattere nel migliore dei modi, indossando le sognate cinture da campione.

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By, Emanuele Zanella.

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