Emanuele Zanella, esperto di coaching. Posso aiutarti a sciogliere i blocci emotivi che ti impediscono di vivere appieno la tua giornata.

Gestione delle emozioni e Morte Energetica PIANTO Full view

Gestione delle emozioni e Morte Energetica

Quanto incide il passato anche in età adulta?
Eventi accaduti da bambini che lavorano ancora dentro la persona senza controllo condizionano i nostri processi mentali e comportamentali involontariamente.

Spesso sento dire che il tempo guarisce tutto, ma questo non è esatto perché noi siamo molto bravi a BLOCCARE l’energia prodotta in quel evento e rimanere fermi li a livello energetico.

Da quando siamo bambini abbiamo preso la cattiva abitudine di comprimere le emozioni o contrastarle cercando di vincere su esse, ma senza capire che questi sono due modi utili per peggiorare la situazione.

Il passato segna in modo indelebile il nostro presente e futuro, e fare finta di nulla vuol dire lasciare che condizioni la nostra vita rubando energia dal passato alla nostra persona.

Se ti chiedessi, quanto tempo di serve per lasciare andare un’emozione negativa?
10 secondi? 10 minuti? Un’ora? Un giorno? Una settimana?

Questa può essere rabbia e sofferenza, non cambia.
Qual è stata la tua risposta? Se non lo hai fatto fermati un attimo e rispondi a queste semplici domande, ti sarà utile comprendere i tuoi processi cognitivi.

Devi sapere che dal momento che accade uno stimolo, un evento, un errore che modifica le tue emozioni in negativo, se rimani agganciato, bloccato a pensare e logorarti, la tua energia psicofisica viene abbattuta e portata a zero, perdendo tempo, energia, soldi, emozioni.

Noi siamo bravi a MANTENERE le brutte emozioni per giorni consumando energia per niente.
Abbiamo la tendenza a combattere queste emozioni con la forza, ma se lo stimolo ha prodotto energia negativa, questa va svuotata.

Se una persona mal intenzionata mettesse del veleno nel tuo bicchiere qual è la cosa sensata che ti viene da fare per istinto?

Svuotarlo per far uscire il veleno.

Stesso processo vale con le emozioni!

Serve FLUIRE e farle uscire se vogliamo risparmiare energie, e uno dei modi più efficaci è quello di usare la filosofia del flusso.

Nella vecchia scuola ci hanno insegnato che se siamo tristi, quindi con le spalle basse, broncio, bocca serrata e sguardo basso, dobbiamo CONTRASTARE questo atteggiamento e fare il contrario, quindi raddrizzare le spalle, alzare lo sguardo, sorridere perché cosi si da impulso al cervello in modo da cambiare fisiologia.

Funziona, ma non sempre è funzionale perché questo come anticipato, non fluisce ma contrasta, quindi porta a un combattimento tra il bene e il male dentro di noi.

GESTIONE DELLE EMOZIONI
E FILOSOFIA FLOW

Adottando il processo opposto del contrasto, dello scontro, viene naturale pensare di dare corda a quell’ energia al massimo, quindi iniziare a spingere dalla stessa parte volontariamente.

Se c’è un verso, vuol dire che esiste anche un inverso.

Ragionare come se avessi un surf che segue il flusso dell’acqua per arrivare dove vuoi tu. Un surfista non contrasta mai l’onda, ma la segue, la ama, la cerca perché è pura energia.

Stesso con le emozioni!

Se ti entra in testa questo concetto hai fatto bingo perché vuol dire che hai ridotto la tua resistenza logica e puoi iniziare ad agire più velocemente.

Detto ciò, se sei triste e hai le spalle abbassate di un centimetro, sguardo cupo, pensieroso, al posto di combattere, accompagna in modo esagerato fino a piegarti il triplo rispetto alla spinta naturale che hai.

Questo modifica esagerata crea una specie di corto circuito razionale che farà partire il dialogo interno a giudicarti immediatamente dicendo “ ma che cavolo stai facendo, non ti rendi conto che è una stupidaggine?”

Nel mentre il tuo dialogo interno va avanti da solo come il solito, non stai più lottando contro l’onda, quindi la stai consumando.

Camminare come un cammello tutto abbassato lamentandosi porta l’individuo e rendersi conto che è una cosa stupida, ma mentre accade questo il corpo consuma e quindi una volta alzato è facile aver ridotto e addirittura consumato tutta l’energia negativa, quindi trovare l’equilibrio.

Uguale per la rabbia.

Se sono arrabbiato e viene detto di calmarmi mi innervosisco ancora di più, e penso succeda la stessa cosa anche a te.

Diverso se mi viene detto che ho ragione ad essere arrabbiato o incazzato nero.

Bene, quindi se siamo arrabbiati al posto di rimanere con le spalle e mandibole rigide, viso con il broncio, aggredire il primo che mi capita a tiro anche se non ha nessuna colpa fino a quando sono esausto, ricalco quella emozione tre volte di più.

Se hai una rigidità del 10% portala minimo al 70-80% in modo da consumarla dicendo a voce alta che sei arrabbiato.

Irrigidisci tutto il corpo dai piedi alla testa alla massima potenza come se fossi l’incredibile Hulk che sta scoppiando di rabbia, ma in controllo.

Rimani rigido per circa 10 o 15”, vedrai che ti farà scaricare e sentire leggermente spossato.

La rigidità consuma energie e rilassa.

Facendo cosi stai facendo fluire la rabbia accumulata e risparmiando energia da usare per cose migliori e goderti la giornata.

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Emanuele Zanella
Mental Coach – Analogista

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