Cosa prova un pugile quando perde con un avversario più scarso?

Ti è mai successo di fallire, di perdere grandi occasioni nella vita, gettare la spugna o altro contro un avversario più scarso?

Hai mai valutato seriamente le conseguenze che causano quei fallimenti o sconfitte?
Se potevano essere evitate oppure no?

La verità è che fino a quando non ci sbatti il naso, è difficile aprire gli occhi.

Sai che dentro di te c’è tanto potenziale, lo sai, te lo dicono tutti, ma non trovi la chiave per accedervi e questo ti fa sentire uno schifo, allora cosa fai?

Se non capisci una mazza come me una volta, raddoppi gli allenamenti.

Solo adesso mi rendo conto quanto stupida è questa teoria.

Quando perdi contro avversari più deboli, devi capire perché ti blocchi, devi trovare i tuoi mostri.

I mostri sono anche le famose seghe mentali, le quali ti massacrano mentalmente senza che tu te ne renda conto.

Tu vuoi vincere e cerchi di reagire pensando da vincente, e invece stai agendo da perdente non sapendolo.

Perché?

Te lo dico subito.

Perché non puoi combattere con le seghe mentali visto che sono frutto dei tuoi soli pensieri. 

Puoi vincere su di loro solo se sai come funzionano dentro di te.

Capisco il tuo stupore in questo momento, quindi per comprendere al meglio come agiscono le seghe mentali, guarda il video qui sotto.

Se in palestra vai alla grande, e sul ring fai schifo, devi capire che esiste un motivo.

Il tuo compito se vuoi vincere è capire qual’ è il problema e risolverlo.

I consigli suicidi inutili si ripercuoto sul corpo, nelle performance, negli atteggiamenti e reazioni agli eventi esterni!

Quando ti prepari al meglio e non rendi,  crei emozioni negative di ogni tipo.

  1. Emozioni logoranti,
  2. pensieri ossessivi,
  3. sensi di colpa,
  4. frustrazioni e sprechi di energia
  5. lotta interiore

Comprimi le tue emozioni anche se tenti di fare finta di nulla.

Tu immagina di avere una pentola a pressione piena d’acqua con un fuoco lento che brucia sempre senza mai spegnerlo, cosa succede?

Dentro quella pentola c’è talmente tanta pressione che appena si crea un piccolo spiraglio scoppia tutto, distruggendo tutto perché non si riesce a fermare l’immensa quantità di energia.

Alcuni killer sono le due particelle linguistiche  (e se) e (perché).

La mente risponde alle domande che gli vengono fatte.

Trovi tutte le risposte ai tuoi sbagli,  ma senza valutare mai cosa fare per risolverlo o star bene.

Per stare male sei un maestro, ma per star bene un disastro.

Ti racconto di me quando ero un
 agonista quando ho perso la finale

Beh, ti racconto un mio fallimento personale che mi ha costato molto caro, cioè perdere in finale ai campionati solo perché avevo paura del mio avversario.

Il mio avversario era forte, fisico pazzesco, mancino, era il doppio di me, sembrava impossibile fosse dello stesso peso mio.

Io ero molto debole mentalmente ed emotivamente.
Non avevo la minima idea di come gestire le mie emozioni e le mie energie.

Avendo pure la vergogna di dire al mio maestro che avevo paura, anzi, mi cagavo sotto.
Avevo paura di deluderlo.

Questo mi ha fatto salire sul ring da perdente!

Ricordo molto bene quel combattimento:
Non vedevo l’ora che finisse ancora prima che iniziasse.
Alla fine alla terza prima ho preso un pugno al naso che ho perso per ferita.

Ero deluso per aver perso, ma sollevato perché era finita.

Quando combatti male, non
vedi l’ora che finisca

Ho pensato stupidamente, solo che non mi rendevo conto di quanto avrei roso in futuro per aver perso la finale solo perché non sono riuscito a combattere da cazzuto come combattevo in palestra!

Mi ha roso per anni quella sconfitta perché volevo vincere a tutti i costi cazzo, avevo fiato per fare 10 riprese, potenza, agilità, tecnica, avevo il motore perfetto, ma la centralina completamente fuori fase.

Risultato scabroso e vergognoso, cioè la sconfitta.

Un conto è perdere da leone perché l’avversario è più forte.
Un altro è perdere da perdente perché non ci sei la testa!

Credimi che è veramente fastidioso e difficile da digerire!

Da digerire è il Rimorso e il Rancore, i quali sono come dei fuocherelli che bruciano lentamente tutti i giorni senza far notare la fiamma, tenendo la pentola sempre calda ma mai bollente.

Non lo noti perché non fa male, non scoppia nulla, ma tiene sempre vivo quel mostriciattolo, il quale colpisce nei momenti nutrienti.

Combattevo contro dei pensieri
senza sosta senza averne l’idea,
sprecando energie e risorse.

Rancore e Rimorsi possono essere per gli altri, ma anche per se stessi che è peggio, diventando così il nemico di se stessi, e finché non ci sarà il Perdono, sarà dura superare questa fase.

Te lo dice un esperto perché ho provato tutto questo verso di me per anni.

Ho pensato di essere un perdente per anni, quindi combattevo contro questo pensiero cercando di dimostrare di essere più forte.

Queste sono le seghe mentali che agiscono.

Adesso è cambiato tutto.

Ho elaborato e trasformato tutti questi esperienze in modo da trarre il meglio.

Dopo 15 anni di studio,
insegnato nelle palestre di tutta Italia,
seguito atleti campioni mondiali
fatto interviste in TV e radio

Sono riuscito a comprendere al meglio i meccanismi della psicologia del combattimento.

Scopri l’essenza e la potenza della
psicologia del combattimento

Quando sbagli e capisci il motivo, fermati e identifica dov’è il problema.

Il problema ha un inizio, segue un principio.

La psicologia da combattimento è fatta per capire con chi stai combattendo veramente, se con te stesso o contro chi hai davanti.

Quando impari a smontare fin dall’inizio i pensieri limitanti, detti seghe mentali, impieghi le tue energie per combattere con la mente sgombra da pensieri inutili.

Combatti da vincente, con la mente libera e concentrata da sorprendere te stesso.

Possibile?

Ripeto: faccio questo mestiere da 15 anni, e ho seguito moltissimi atleti che hanno indossato la cintura di campione applicando le strategie della mentalità vincente.

La psicologia da combattimento è molto sottile perché ti fa conoscere le famose trappole mentali che ti fregano in partenza.

Uno di questi tranelli è accettare sfide solo per orgoglio.

Credimi…quando fai questo, combatti dando tutto te stesso pensando di avere una mentalità vincente, e invece stai pensando da perdente perché non hai scelto tu.

Non sei stato padrone delle tue scelte, quindi hai perso in partenza.

Mentalità vincente significa saper scegliere da te quali sfide accettare oppure no, rimanendo centrati in qualsiasi momento.

Questo aumenta il tuo potere personale a livelli incredibili.

Se imparare anche tu le migliori strategie della psicologia da combattimento per vincere mentalmente ancora prima di iniziare le battaglie, accedi al master qui sotto.

 

Emanuele Zanella – Mental Coach specializzato il Respiro Rigenerativo e Flow.

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