Emanuele Zanella, esperto di coaching. Posso aiutarti a sciogliere i blocci emotivi che ti impediscono di vivere appieno la tua giornata.

Respiro Limitante o Potenziante del Pugile

Ti sei mai chiesto veramente perché un pugile resta senza fiato anche se è super allenato e ha fiato per correre anche tre ore, oppure hai sempre pensato che sia perché corre poco?

Devi sapere che il cervello è un ESECUTORE perfetto! Non si inventa nulla, non prende iniziativa, non a senso dell’umoriso, ma ESEGUE gli ordini, o comandi che gli vengono forniti, punto.
La differenza sta nel dare comandi di POTENZIAMENTO, o LIMITAZIONE.

IL CORPO E’ UNA MACCHINA PERFETTA!

Che tu scelga o no, che fai finta di nulla, che cerchi di evitare questa cosa, lo farai ugualmente perché anche (scegliere) di non far nulla, è un COMANDO preciso che stai dando al tuo cervello, però non tutti credono sia cosi.


In ogni palestra vengono insegnate le tecniche di combattimento, cioè come tirare i colpi, come schivarli ecc, e per fare fiato invece è usato esclusivamente l’allenamento fisico, quindi sacco, corsa, circuiti, sparring,.

Insomma, tutti si allenano fisicamente alla grande in modo scrupoloso, per non dire eccessivo, tralasciando però la fonte principale di energia, svalutandola categoricamente nella sua essenza perché si pensa che sia una questione di allenamento.

FAI ATTENZIONE AGLI INGANNI

Allora, sappiamo tutti, anche il più ignorante che quando si combatte il fiato manca per la tensione, dove in palestra si ha fiato da vendere, sul ring si arriva spompati anche a metà del combattimento tirando metà colpi, perciò la mentalità vecchia ragiona in questo modo:

Chi deve fare tre riprese,  si allena per minimo quattro/cinque.
Chi deve fare riprese Tre da due”, in allenamento le fa da tre”.
Chi deve fare cinque riprese da due, le fa da tre.
Chi deve fare sei riprese, ne ha otto. (questo vale per i prof)
Chi deve fare dodici riprese, ne fa quindici.

Dopo le riprese di sparring maggiorate, ovviamente ci sono le ripetute al sacco, poi una corsetta o corda perché sai, magari ci si allena poco e si resta senza fiato, guai, sarebbe stupido!

Allora allenati, corri, pugna e stringi i denti, che poi qualcosa succederà di sicuro, anche se non si ha mai la certezza matematica di avere la resistenza necessaria vero?

Insomma, il ragionamento dice: se in palestra ho fiato da vendere,e in combattimento ne ho circa la metà, l’equazione perfetta è allenarsi di più del dovuto (il doppio) cosi si risolve il problema alla radice e il gioco è fatto.

RAGIONIAMO SERIAMENTE

Ma scusa un attimo, prova a ragionare con la tua testa usando il cervello senza ascoltare mentalità suicide di questo tipo.

Ma se un combattente di MMA deve fare due riprese da cinque, deve allenarsi facendole da sette per avere fiato, cioè maggiorata di due minuti?

Se un pugile deve fare dodici riprese per un titolo, deve allenarsi per quindici o sedici?

Ma che diamine stiamo dicendo? Ma ti rendi conto che è una stronzata oltre ogni immaginazione?

PERCHE?

Vuoi sapere perché? Perché Sono già tutti super allenati quando salgono sul ring! Fra poco i dilettanti si allenano quasi come i professionisti per fare tre riprese di combattimento, avendo ugualmente risultati scadenti o no?

FERMATI E RAGIONA

Mio caro lettore, se sei un atleta o un maestro, lo sai meglio di me che in palestra leoni, e sul Ring gattini, ma se è cosi perché sai che dipende dalla tensione, dalle emozioni, dalle paure ecc, ha senso allenarsi di più se il problema è altrove?
Sii sincero, ha senso? 

VAI ALLA FONTE DEL PROBLEMA
SE VUOI RISOLVERLO

Vai direttamente alla fonte del problema che blocca o limita la performance, creando dei canali perfetti tra (centralina) e (motore). Cosi non sarà più la macchina a decidere che strada fare e come farla, ma sarai tu a farla andare dove e come vuoi tu, sentendoti sicuro e tranquillo delle tue capacità.

Ci sono tantissimi fattori che distruggono un fighter ancora prima di salire sul ring consapevolmente o inconsapevolmente, rendendolo schiavo completamente durante il combattimento.
Questo crea una rabbia e frustrazione pazzesca  difficile da digerire, la quale in modo subdolo lavora dentro di te quando devi risalire sul ring, alimentando ulteriormente le emozioni negative.
In pratica butti legna nel fuoco senza che nemmeno lo sai!

Se vuoi saperne di più sulle frustrazione dei pugili, leggi  Frustrazioni e Rimorsi Logoranti del Fighter

ECCO LA VERITA

“Se non impari a gestire le tue emozioni, saranno loro a gestire te, maciullando i tuoi sogni senza nessun scrupolo, e prima lo capisci, prima eviterai di perdere le migliori occasioni della tua vita! “


Sarà cosi non solo sullo sport, ma anche nella tua vita privata e lavorativa perché è tutto collegato con la mente, il pannello di controllo, è l’assetto mentale perdente irrazionale che ti distrugge, il quale è invisibile per la tua mente conscia.

convinzioni e neuroassociazioni

Il fatto è che ogni atleta è formato da convinzioni, pensieri e neuro associazioni indotte da se stesso o da altri che consciamente o inconsciamente, i quali aumentano o limitano anche i migliori atleti nelle loro performance, in più devi considerare seriamente che al giorno d’oggi la tua mente è sotto assedio in modo impressionante da informazioni e stimoli negativi oltre ogni limite! Tutto questa influenza il respiro in modo limitante.

INIZIAMO CON IL LIMITE E POTENZIAMENTO

La psiche influenza il respiro, ed il respiro influenza la psiche: per esempio non è possibile provare ansia senza una respirazione “ansiosa”, bloccata, innaturale, e viceversa il sentirsi prigionieri, costretti entro una corazza respiratoria rigida crea angoscia…perciò iniziamo.


  IL LIMITE.

I polmoni sono strettamente collegati al cervello, e in base a come usi i polmoni, puoi usare le parti del cervello. Qui non sto parlando di buttare fuori l’aria come capita quando tiri i colpi o fai lo sforzo, NO! Ogni cosa ha un suo funzionamento specifico a livello emotivo e fisiologico.

Allora, se sei triste, ansioso o pauroso che questo causa delle sensazioni poco piacevoli, automaticamente senza che ne accorgi, si inizia a respirare come formiche, cioè sempre meno per evitare di (sentire) il dolore emozionale, e questo perché è un modo controproducente per lenire il dolore. In poche parole questo rallentamento, crea solo la frustrazione di impedire alle emozioni, sensazioni ed energie di fare il suo percorso naturale, usando il corpo come contenitore di rifiuti emotivi.

Tutto questo crea una limitazione respiratoria che a sua volta (limita) il flusso di ossigeno, e quindi sangue pulito al cervello e al corpo, limitando cosi l’atleta,  costringendolo a dare il massimo con un motore non più ottimale come prima. Era perfetto, ma poi le emozioni lo hanno influenzato e manomesso molto lentamente.

Tu ti alleni, ma il tuo livello emotivo condiziona in modo imponente il tuo respiro perché hai delle emozioni bloccate, le quali appena vengono attivate in base agli stimoli giusti, si amplificano e bloccano il respiro, limitando la performance senza capire il motivo. LA TESTA COMANDA!

LEGGI CON ATTENZIONE ORA: Se combatti producendo ormoni di stress quali cortisolo detto l’ormone dello stress, il quale modifica le funzioni organiche partendo dal respiro che influisce i muscoli che influiscono la mente, la quale è costretta a lavorare con poco ossigeno e gestito male, la performance verrà minata. Non a caso il cervello pur essendo il 5% del corpo, consuma ben il 30% di ossigeno, ed è anche per questo motivo che usando in modo sapiente e mirato la respirazione avendo uno scambio perfetto tra ossigeno e anidride carbonica potrai combattere usando a pieno le funzioni mentali e fisiche.

POTENZIAMENTO.

Usando sapientemente e in modo preciso il respiro coniugato ad un assetto mentale adatto, allora il motore e centralina lavorano in completa sincronia, dove lo scambio e combustione sono perfetti, consumando la metà e dando il doppio per il semplice fatto che non c’è più nessun spreco come prima.

Qui stiamo parlando della Gestione Perfetta delle Energie, dove ogni respiro, ogni inspirazione, ogni espirazione, ogni pugno, ogni pensiero  è calibrato e gestito in modo perfetto ed equilibrato, attraverso le tecniche di respiro e gli altri interventi integrati si permette il potenziamento della funzionalità globale dell’organismo ed il progressivo ripristino della sua naturale fisiologia.


Questo, oltre che mantenere la mente lucida e sveglia, mette in collegamento la fonte vitale di energia, cioè Pancia, Cuore e Mente. Fin dalle antiche tradizioni terapeutiche mondiali, da secoli usano il respiro come strumento di cura e di riequilibrio, al fine di creare il massimo potenziale positivo: energetico, cellulare, organico e psichico.

Cuore e polmoni sono strumenti di unificazione. Il respiro si può definire il “grande integratore”, perché agisce sinergicamente sia sul corpo, sulle emozioni,  sul pensiero e sulla coscienza.
Se la pancia e la testa non sono integrate ed in buona relazione tra loro, su diversi piani si viene a creare uno sbilanciamento con dominio temporaneo di una parte sull’altra.

Non a caso se vince la testa in opposizione alla pancia c’è blocco, colpa, repressione, svalutazione, frustrazione;

Se vince la pancia o se si ribella, si va incontro a somatizzazioni, perdita di controllo, irresponsabilità, dominio delle passioni, eccessi, emozioni forti.

Ecco che serve scoprire come integrare psiche e soma, portando consapevolezza, comprensione di ciò che è inconscio ed emozionale e portando energia e creatività intuitiva alle nostre idee e ai nostri ideali per combattere i vivere in modo intuitivo e sereno, a far USCIRE IL TUO ISTINTO.

PERCHE’ L’ISTINTO? La società di oggi tende a sopprimere il vero potenziale della natura umana, cioè l’istinto, ma i folli che decidono di andare contro corrente, oltre a esaudire i propri sogni, smettono di rincorrerli perché sono i sogni stessi che vanno incontro a loro. Quale è la controindicazione? Che una volta lasciato spazio al leone di ruggire, tornare indietro diventa una follia, e si punta sempre a nuovi successi.

Più la nostra sensorialità, la nostra sensibilità interiore ed il sesto senso si potenziano attraverso un espansione del respiro, più aumenta la presenza e la consapevolezza di sé e conseguentemente l’empatia e la sensibilità nei confronti degli altri. In sintesi: più respiro e più sento, più sento e più sono presente e consapevole di ciò che è.
La respirazione ampliata e consapevole aumenta quindi l’abilità naturale insita nel nostro istinto, nel serpente che c’è in noi, di sentire e di sentirsi in modo amplificato, migliorando così le nostre performances e la nostra qualità di vivere nel mondo, la nostra salute mentale.
Il risveglio sensoriale ci permette di osservare gli ostacoli ed i pericoli con più velocità e chiarezza così come ci consente di cogliere le opportunità che ci si presentano e le risorse a disposizione e di saperci adattare meglio ai cambiamenti ed alle novità, in modo creativo.

Con il Metodo Flow, tutti i fighters che lo mettono in pratica, oltre che ad avere una lucidità e concentrazione strabiliante, hanno una resistenza inesauribile perché  si sanno Rigenerare, sia in combattimento che nelle pause, sfruttando al massimo l’allenamento fatto, senza sprecare nulla.

Il loro sistema nervoso è equilibrato, e quindi stabile, non fa scherzi che un colpo ti senti un leone, e dopo una gazzella senza forze e impaurita, no. Sono centrati e sanno entrare in Flow volutamente, e questo li fa combattere al meglio delle loro capacità, godendo sul ring con avversari duri lasciando che la tigre agisca liberamente senza blocchi.

POTENZIA AL MASSIMO IL TUO
CORPO E LA TUA MENTE

Se scegli di POTENZIARE, allora sarò ben felice di aiutarti mettendoti a disposizione le migliori tecniche che esistono nel mercato che stanno trasformando compeltamente la vita dei pugili, i quali pur allenandosi di meno, salgono sul Ring carichi di energia e con la sicurezza di avere fiato da vendere fino alla fine, finendo il match senza segni di stanchezza, a differenza dei loro avversari che arrivano a respirare con la bocca aperta per prendere fiato.

 

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By Emanuele Zanella

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